L’importanza della comunicazione non verbale
Scienza dicembre 27th, 2009
In articoli precedenti abbiamo parlato della programmazione neuro linguistica e abbiamo fornito alcune indicazioni per quanto concerne i corsi pnl.
Come avrete potuto capire la scelta di partecipare a tali corsi per apprendere questa “disciplina” è dettata comunque da una spinta soggettiva e dunque come per ogni altra attività ognuno è libero di fare la propria scelta.
A mio modo di vedere per quanto riguarda invece la comunicazione non verbale il punto di vista è decisamente più oggettivo, in quanto i suoi movimenti, presenti e utilizzati da tutte le persone, vengono recepiti a livello inconscio dal nostro cervello condizionando nel bene e nel male i nostri rapporti interpersonali.
Uno studio piuttosto accreditato e di durata ventennale ha dimostrato che il nostro cervello divide secondo queste percentuali il livello di importanza che viene dato ad un messaggio di un interlocutore:
- 7% alle parole
- 38% al tono di voce
- 55% linguaggio non verbale
Ciò significa che se anche a livello conscio possiamo credere alla buonafede della nostra fidanzata che giura di non averci traditi a livello inconscio il cervello può elaborare nella sua comunicazione non verbale movimenti che dicono l’esatto opposto e che ci creano inconsciamente uno stato di malessere.
Lo studio della comunicazione non verbale permetterà dunque di interpretare tutti questi segni, permettendo da un lato di comprendere meglio la persona che abbiamo di fronte e dall’altro di evitare certi movimenti poco appropriati durante conversazioni importanti come ad esempio un colloquio di lavoro.
Per fare qualche esempio pratico attraverso lo studio della comunicazione non verbale potremo capire da una semplice stretta di mano con una persona appena conosciuta se questa vorrà improntare un rapporto di tipo dominante, sottomesso o paritario; capire dall’uso dei pollici la personalità di una persona; scoprire chi mento attraverso la naturale evoluzione di movimenti propri della nostra infanzia.
Nella speranza di avervi quantomeno incuriositi con questo primo breve viaggio nel mondo del linguaggio non verbale, vi rimando a futuri articoli con qualche esempio pratico più argomentato.
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